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LA NOTTE BIANCA ALL’ISOLA DELLA MADDALENA…

16 agosto 2008 - Isola della Maddalena
La Notte bianca - Nastro Azzurro.

da www.intvweb.it

1° PARTE

2° PARTE

Osservando l’alba….

Una notte fredda, all’alba di questa fine estate. Monti in lontananza, luci piccole una accanto all’altra sullo sfondo, colorate, vivaci. Dietro, all’orizzonte, un rosso sfumato, quasi arancione e giallognolo fino a confondersi con l’azzurro e il blu’ del cielo, una magia di fronte al mio sguardo affascinato e apparentemente assente. Poi, il silenzio spezzato dal rumore delle onde che battono sulla spiaggia di Cannigione. Io, dall’alto di una terrazza osservo la meraviglia della nascita di un nuovo giorno, seduto di fronte al compagno della mia vita, che mi permette di fermare le immagini e le sensazioni in un documento word, attraverso le parole. E’ il mondo delle nuove generazioni, che ha abbandonato il taccuino e la penna e si è popolato di pc, laptop e cellulari con collegamento veloce a internet. Tutto passa, le mode, gli strumenti di un mondo in continua evoluzione. Ma non la natura e davanti a me, con i colori del primo mattino, nascono nuove storie, nuove giornate. Questa è infatto una nuova alba della mia vita e della vita di tutti noi. Ed è affascinante fissare lo sguardo verso il niente, ma verso qualcosa di incantanto, che niente riuscrà a cambiare, nemmeno il tempo che passa.
E la tecnologia. E’ un giorno in più, nuovo, fresco o caldo che sia. Un nuovo giorno di telefonate, impegni, parole, di gioie, di lacrime, di scontri. Un nuovo giorno di amore, di speranze, di sogni. Un nuovo giorno di mare, di spiaggia, di nottate in discoteca per chi è invece in vacanza. Ma di emozioni per tutti. Ed è questo che non possiamo mai dimenticare nella nostra breve, ma incredibile vita. Ci si racconta ogni giorno, ci si confronta con quello che ci accade e ci circonda. Tutto va avanti, giorno dopo giorno, alba dopo alba. Ma io sono sempre qui, fermo o in movimento, comunque a osservare. E mentre imprimo le emozioni sul monitor, il sole si alza e quasi mi acceca. Passano le prime auto, le prime moto. E io mi chiedo: ma dove andranno a quest’ora in Sardegna? Mah… La mondo d’altronde è questo. Magia e mistero. E’ un circuito di amore, di emozioni, di esperienze. E spesso mi chiedo, ma perché dobbiamo sempre dare valore a ciò che possiamo comprare al mercato e in una boutique? Perché i soldi devono essere nostri padroni? Perché ciò che è materiale ha ruolo primario? Tutto cambia, ma non la magia della nostra esistenza, ma non la magia di un amore. Ma non i colori del mondo e di un nuovo giorno che nasce pian piano, mentre i pensieri viaggiano lungo strade che ognuno di noi può immaginare e disegnare. Tutto cambia, ma non i sentimenti, l’amore, la poesia che li riempie di sostanza.
Questa è la nostra vita, quella descritta dal mondo che si spegne e che si riaccende. La nostra vita inizia da un mistero, da qualcosa che non possiamo acquistare o avere a tutti i costi.
E’ così. Come l’amore: arriva, se arriva. E per non farlo sfumare, non possiamo confrontarlo nella realtà di tutti i giorni, che ci asfissia con i suoi canoni e i suoi pregiudizi. Perché poi l’amore ci manca e ci ferisce nell’anima.
E’ una meraviglia quello che è stato creato su una sfera circolare che galleggia nello spazio. Godiamocela fino a quando possiamo. Amiamo e viviamo a fondo le emozioni. Perché niente di tutto questo è come noi lo vogliamo. E’ così. E a noi umani, esseri alla fine limitati dal tempo e dal meccanismo della società, non possiamo cambiar niente, non dobbiamo cambiar niente.
Vi bacio mentre è già mattina ….
Andy

Ora tutti conoscono i pipistrelli….

Ecco la mia intervista su Radio chat del 10 agosto 2008.
Sono sei i video che riprendono il mio intervento per intero.
baci
andy

A MONTECATINI IL CINEMA SPLATTER E L’ACCUSA DI STUPRO PER ALCUNI RAGAZZI

Vedendo questo video penserete: ma Andrea è impazzito? No. Volevo portarvi a una riflessione su un fatto gravissimo che ha visto coinvolti alcuni ragazzi di Montecatini e della Valdnievole in questi giorni. Ma al di là della gravità dello stupro, dietro a questa vicenda si nascondono storie di giovani studenti, di famiglie benestanti, con la passione per il satanismo, il cinema splatter, i giochi di ruolo e tutto ciò che è horror, macabro. Tutto ciò che è sangue, morte, orrido. E ‘incredibile dove può arrivare la mente delle persone. La ricerca delle emozioni, dell’eccesso, dei brividi porta alla fine alla ricerca di tutto ciò che nella normalità non si può pensare e che trascina dei bravi ragazzi ad azioni follì e terribili come quelle di uno stupro di gruppo. Almeno di questo per ora sono accusati e tra l’accusa e la condanna c’è ancora in mezzo un iter giudiziario lunghissimo. Quindi non colpevolizziamo nessuno, ma tutto quello che stiamo leggendo sui giornali comunque merita una riflessione seria.
Anche perché devo dire che nel video (che è un trailer del film) che ho inserito sul mio blog ho riconosciuto alcuni ragazzi che ho visto tante volte in giro a Montecatini. Non li conosco bene e non esprimo giudizi, ma devo dire che sono rimasto molto colpito. Forse si sentono artisti? O cosa stanno cercando?
BACI
Andy

RAGAZZA STUPRATA DAL BRANCO, LORENZO LEPORI E I VIDEO SPLATTER…

LA SERATA, TRA ALCOOL E PROPOSTE SESSUALI…
Quella che era iniziata come una serata qualunque, un’uscita di gruppo tra amici, si è trasformata in incubo per una ragazza fiorentina di 22 anni.

I fatti risalgono a venerdì sera, quando la ragazza si è incontrata con due amiche, due amici di vecchia data mentre altri cinque ragazzi si sono uniti all’ultimo minuto: trascorrono la serata in un locale, fino a quando le due amiche decidono di tornare a casa.
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LA VIOLENZA
La 22enne si è trattenuta ancora insieme ai sette ragazzi e la situazione inizia a degenerare: per “gioco” il gruppetto fa bere l’amica fino a farle perdere la testa e, forse ubriachi anche loro, decidono di mettere in pratica il loro piano, che secondo la vittima era stato organizzato con precisione.

Il gruppetto si dirige verso la Fortezza a Firenze e si appartano in un parcheggio degli autobus, lontano dalla vista degli automobilisti di passaggio: ed è lì che, a turno, i sette ragazzi approfittano dell’amica, che non ha neanche la forza di reagire.

Verso l’alba di sabato i ragazzi alla fine di allontanano e la 22enne, rimasta sola, chiama un suo amico dal telefono cellulare e si fa venire a prendere: gli racconta l’accaduto e lui la convince subito a denunciare la violenza.
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LA DENUNCIA
Il giorno successivo si reca al centro antiviolenza insieme ad un’amica e alla madre dell’amica e al pronto soccorso, dove i medici accertano la violenza subita. Da lì la denuncia alla polizia.
Ieri la ragazza è stata sentita in presenza di un avvocato e la squadra mobile ha avviato immediatamente le indagini.
Grazie quindi al suo racconto i 7 giovani, tutti studenti universitari italiani e stranieri tra i 20 e i 25 anni, sono stati subito identificati e sottoposti a fermo d’iniziativa perche’ indiziati di deli

IL CINEMA SPLATTER DI LORENZO LEPORI, CONSIDERATO “LA MENTE DEL BRANCO”

Lo stupro della ragazza 22enne a Firenze di cui abbiamo parlato sopra è notizia ormai agli onori, o disonori, delle cronache estive della penisola. Ma la facile e ghiotta notizia per i quotidiani nazionali è quella che vede il “capo-branco” Lorenzo Lepori alla regia di film splatter con spiccate tendenze verso il satanismo, strano non sia stata ancora nominata la musica metal.

Il video proposto sono scene del film del montecatinese Lepori intitolato “Il Vangelo secondo Taddeo” tratto dal sito del ragazzo mydarkcorner.org, attualmente irraggiungibile, così come il myspace.
fonte: www.crimeblog.it

INTERVISTA A LELE MORA - da www.intvweb.it

L’intervista è stata realizzata al Mulligans’ di Montespertoli, per il programma televisivo InTv.
baci a tutti
andy

CRONACHE DALLA SARDEGNA, TRA LAVORO E VACANZA

Ecco le prime immagini esclusive della mia vacanza - lavoro in Sardegna. Tra i gieffini presenti: Simona Salvemini (GF6), Melita Toniolo (Gf7), Thiago Barcelos e Benedetta Zilli (Gf8), Francesco Botta (Gf8). Io ormai faccio coppia fissa con il simpaticissimo Rosario Rannisi (Gf6 e vincitore La Fattoria). La vacanza procede bene ed è alternata per me, con momenti di lavoro (per fortuna) e profonde riflessioni.
Circa le ospitate in discoteca, oltre che al Mocambo con tutto il gruppo, venerdì 1 agosto io sarò ospite in consolle al club dello Spalmatore sull’isola della Maddalena. Rientro alla base in Toscana previsto per lunedì 4 agosto.
Baci a tutti e buone vacanze.
Andy

Vita o eutanasia? Lo sfogo di Crisafulli sul caso di Eluana Englaro

E’ doveroso, per me, pubblicare lo sfogo di Salvatore Crisafulli, dopo aver appreso la notizia che i giudici del tribunale di Milano, hanno emesso la sentenza che permette ai medici di togliere l’alimentazione a Eluana Englaro e quindi di farla morire.
Salvatore Crisafulli e tutta la sua famiglia, per me, sono ormai degli amici, delle persone per le quali provo affetto. Alcuni anni fa, quando ancora la storia di Salvatore non la conosceva nessuno, io sono stato più volte a casa loro e ho seguito passo passo, il dolore e le speranze di questa famiglia, che ha combattuto con immenso amore per tenere in vita quest’uomo imprigionato nel proprio corpo, ma che con lamenti e pianti, faceva sentire sempre la sua coscienza.
Ricordo ancora una videotelefonata straziante fatta dal fratello Pietro a Salvatore, che in quel momento si trovava a Catania inasieme agli altri familiari. Salvatore, vedendo il viso di suo fratello sul monitor del telefono piangeva e urlava, come se volesse salutarlo. Come se volesse dirgli qualcosa.
Un bacio a tutti
Andy

La condanna a morte di Eluana Englaro
“Cancella le nostre speranze”

La Sentenza di Morte emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di Eluana Englaro è veramente agghiacciante, fa venire i brividi cancellando definitivamente le nostre speranze e condannando duramente tutti i disabili gravissimi, mi chiedo cosa ne sanno i Tribunali e la Scienza Medica dello Stato Vegetativo? di cosa si sono accertati? esistono dei parametri! e dei criteri validi per confermarne l’ irreversibilità? Assolutamente NO.
Rimango scioccato dal duello che appare solamente tra il Sig Englaro e la Chiesa, e noi protagonsti direttamente coinvolti, nulla di tutto ciò,
Staccare il sondino che porta l’alimentazione sarà una morte veramente atroce, la definirei alquanto orribile.
La definizione di Stato Vegetativo PERMANENTE si riferisce invece ad una prognosi sottoposta a gravi margini di errore.
Non esistono tutt’oggi validi criteri per accertare l’irreversibilità del Coma e dello Stato Vegetativo.
Prova schiacciante senza ombra di dubbio è la mia storia, quest’ultima confermata anche da Bob Schindler fratello di Terri Schiavo.
Oggi ho quasi 43 anni, sono stato vittima di uno spaventoso incidente stradale (come Eluana Englaro Glaswos Coma scale di 3-4 grado) avvenuto a Catania l’11 settembre del 2003, riportando danni assonali diffusi che interessava anche la ragione ponto-mesencefalica entrando in coma, successivamente trapassando lo stato vegetativo permanente. Ho vissuto nell’incubo per quasi due anni, incredibilmente nel 2005, mi risveglio e riesco a raccontare che io sentivo e capivo tutto.
Durante il mio stato vegetativo io avvertivo e sentivo di avere fame e sete, non avvertivo solamente il sapore del cibo,
Finalmente oggi riesco a sentire il sapore del cibo perchè riesco ad essere nutrito dalla bocca (fino ad oggi sono portatore di PEG).
Io sentivo ma nessuno mi capiva. Capivo cosa mi succedeva intorno, ma non potevo parlare, non riuscivo a muovere le gambe, le braccia e qualsiasi cosa volevo fare, ero imprigionato nel mio stesso corpo proprio come lo sono oggi.
Provo con tutta la mia disperazione, con il pianto, con gli occhi, ma niente, i medici troncavano ogni speranza, per loro ero un “vegetale” e che i miei movimenti oculari erano solo casuali, insomma non ero cosciente.
Sentivo i medici dire che la mia morte era solo questione di tempo, ed iniziavo ad aprire e chiudere gli occhi per attirare l’attenzione di chi mi stava attorno. I medici parlavano sempre di stato vegetativo permanente ed irreversibile, lo ribadivano e lo scrivevano.
Io riesco a comunicare tramite un computer, selezionando con gli occhi le lettere sullo schermo. Oggi a distanza di quasi 5 anni vivo da paralizzato, la mia patologia è quella che si chiama sindrome assimilabile alla Loked.in “uomo incatenato”. La mia storia la raccontai anche a Piergiorgio Welby, supplicandolo “inutilmente” di lottare per la vita.
Dal mio letto di quasi resuscitato alla vita, voglio gridare a tutto il mondo il mio straziante e silenzioso urlo.
Questa sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro è veramente una sentenza agghiacciante, se applicata, si inizia la nuova era dell’eutanasia con l’eliminazione di tutti i disabili gravissimi che aspettano e sperano anche nella scienza.
Il mio è il pensiero semplice di chi ha sperimentato indicibili sofferenze fisiche e psicologiche, di chi è arrivato a sfiorare il baratro oltre la vita ma era ancora vivo, di chi è stato lungamente giudicato dalla scienza di mezza Europa un vegetale senza possibile ritorno tra gli uomini e invece sentiva irresistibile il desiderio di comunicare a tutti la propria voglia di vivere.
Durante quegli interminabili due anni di prigionia nel mio corpo intubato e senza nervi, ero io il muto o eravate voi, uomini troppo sapienti e sani, i sordi? Ringrazio i miei cari che, soli contro tutti, non si sono mai stancati di tenere accesa la fiammella della comunicazione con questo mio corpo martoriato e con questo mio cuore affranto, ma soprattutto con questa mia anima rimasta leggera, intatta e vitale come me la diede Iddio.
Ringrazio chi, anche durante la mia “vita vegetale”, mi parlava come uomo, mi confortava come amico, mi amava come figlio, come fratello, come padre.
Dove sarebbe finita l’umana solidarietà se coloro che mi stavano attorno durante la mia sofferenza avessero tenuto d’occhio solo la spina da sfilare del respiratore meccanico, pronti a cedermi come trofeo di morte, col pretesto che alla mia vita non restava più dignità?
La mia famiglia sfidava la scienza e la statistica dei grandi numeri svenandosi nel girovagare con me in camper per ospedali e ambulatori lontani. Urlando in TV (porta a porta e similari) minacce e improperi contro la generale indifferenza per il mio stato d’abbandono.
Vi ricordate di quel piccolo neonato anencefalico di Torino, fatto nascere per dare inutilmente e anzitempo gli organi e poi morire? Vi ricordate che dalla sua fredda culla d’ospedale un giorno strinse il dito della sua mamma, mentre i medici quasi sprezzanti spacciavano quel gesto affettuoso per un riflesso meccanico da avvizzita foglia d’insalata? Cara Mamma, quando mi coprivi di baci e di preghiere, anch’io avrei voluto stringerti quella mano rugosa e tremante, ma non ce la facevo a muovermi, né a parlare, mi limitavo a regalarti lacrime anziché suoni. Erano lacrime disprezzate da celebri rianimatori e neurologi, grandi “esperti” di qualità di vita, ma era l’unico modo possibile di balbettare come un neonato il mio più autentico inno all’esistenza avuta in dono da te e da lui.
Sì, la vita, quel dono originale, irripetibile e divino che non basta la legge o un camice bianco a togliercela, addirittura, chissà come, a fin di bene, con empietà travestita di finta dolcezza.
Credetemi, la vita è degna d’essere vissuta sempre, anche da paralizzato, anche da intubato, anche da febbricitante e piagato.
Signor Presidente della Repubblica, solo il suo intervento (ma con i fatti) potrà evitare ulteriori richiste di eutanasia, in alternativa ordini di chiudere tutti i reparti di rianimazione.

Salvatore Crisafulli

Pubblicato su www.salvatorecrisafulli.it

Erano due Francesca, non Andrea e Francesca

- Che strano tornare a scrivere le mie riflessioni, mentre fuori il sole è già alto in cielo e gli occhi sono più chiusi che aperti. Questa situazione mi riporta indietro nel tempo, negli anni, ma anche solo nei mesi. Eravamo tutti insieme qua, quando parlavamo, scrivevamo. Quando gioivamo e piangevamo tutti insieme. E io trovavo in queste pagine un momento di confronto con me stesso e con il mondo. Trovavo nelle vostre risposte spunti per osservare il mondo da varie angolature.
Ed eccomi qua, quindi, a raccontare dei miei ultimi giorni. In particolare del sabato napoletano che ha riportato, dopo un po’ di tempo, di fulmini e di cieli stellati, me e Francesca insieme su un palcoscenico. Tutto è nato così all’improvviso: ne’ io ne’ lei sapevamo di dover condurre la serata. Mentre cenavamo infatti ci è stato detto che avremmo dovuto presentare insieme i due concorsi Miss Grand Prix e Mister più bello d’Italia. Sinceramente in un primo momento quasi ero intimorito di quello che poteva accadere. Pensavo: non sono un professionista, non ho mai presentato nessuna sfilata, non ho un cavolo di scaletta in mano. Chissà che brutta figura farò stasera. Poco prima dell’inizio, anche un malessere fisico mi stava togliendo forze e respiro. Mi spezzava le gambe. E io, chiuso in bagno, avrei voluto far tutto meno che salire su quel palcoscenico. Sinceramente pensavo di non farcela. Ma c’è stato un miracolo, un qualcosa di quasi magico. Al di là di quella che può essere la realta, di quelle che possono essere incomprensioni. All’improvviso infatti di fronte ai miei occhi, ho visto Francesca, che era corsa a vedere cosa stava accadendo. Mi ha abbracciato, confortato, sorriso. E lì in quel momento ho sentito che dovevo mettercela tutta. Dovevo tirar fuori il massimo della mia forza, della mia grinta. Per me, per lei, per la gente.
Alla fine siamo partiti, siamo andati su quel palcoscenico, senza scaletta, senza aver preparato niente. Veramente in diretta. Dietro le quinte c’erano tensione e agitazione e io non ero sicuro di farcela. Prima di salire ho incrociato lo sguardo di nuovo con Francesca, lei aveva fiducia in me, non potevo deluderla. Via, partito!
La serata è scivolata via tra battute simpatiche, gags e momenti di ogni genere. La performance è stata quasi perfetta, per due dilettanti come noi. Ma io devo ringraziare Francesca. E’ stata lei a salire sul palco due volte. Io da solo non ce l’avrei fatta.
Questa è la magia che abbiamo sempre avuto intorno, fin dal primo abbraccio.
Questa è la forza dei sentimenti e dell’energia che ci siamo trasferiti.
Vi bacio tutti.
…e…..
buongiorno
Andy

QUEST’UOMO HA PROPRIO RAGIONE…

CHI E’ PINO SCOTTO

Giuseppe Scotto Di Carlo, conosciuto come Pino Scotto (Monte di Procida, 11 ottobre 1949) è un cantante italiano, noto per aver militato nei Vanadium, per la sua carriera solista e per essere l’attuale cantante e frontman dei Fire Trails. Pino Scotto collabora con la rivista specializzata “Hard!”, su cui tiene la rubrica “Way to rock” in cui esprime le proprie opinioni riguardo al mercato della musica ed altri argomenti di attualità. Ogni martedì partecipa gratis come conduttore al programma TV “Database”, in onda su Rock TV : la sua crescente popolarità è dovuta specialmente ai suoi show del martedì, in cui senza peli sulla lingua espone le sue opinioni sul mondo della musica o quello in generale.

Pino Scotto, non essendo un rockettaro, l’ho scoperto da poco, ascoltando alcuni suoi brani, Ma soprattutto seguendo il suo programma su Rock Tv, dove fa l’opinionista. Ci sono i video su youtube, guardateli! Il suo messaggio, seppur forte, dovrebbe essere ascoltato da molti che fanno i fighi e vivono di niente, di arruffianamenti vari, se non peggio. Non dico altro, non ho voglia di parlare. Il mondo prima o poi dovrà cambiare.
Un bacio a tutti.
Andy

E’ arrivata l’estate, dopo il ko agli europei e un Gf senza amore…

E siamo qua. Di nuovo a commentare una stagione che sta volgendo al termine, per lasciare spazio alle vacanze dell’estate. Tutti pronti quindi con pinne e occhiali, con il portapacchi sulla macchina, con le bicilclette da portare alla villetta che abbiamo al mare e con il canotto nuovissimo voluto a forza dai bambini. Tutti pronti anche per le solite chiacchiere estive: coppie che “scoppiano”, coppie che nascono sul bagnasciuga di una spiaggia più o meno affollata, per trovare i giornali in edicola zeppi di rumors sui nuovi amori tra calciatori in vacanza (ancora per poco) e le veline, letterine e pupe di turno. Intanto in Italia, ci si diverte a veder vincere gli Europei da qualche altra nazione (sarà la Germania, sulla quale nessuno avrebbe scommesso un Euro?) e a dire la nostra sulla scelta più o meno sbagliata di riportare Lippi al timone degli azzurri, al posto di Donadoni, che alla fine il suo lavoro ha dimostrato di saperlo fare. Che strano il calcio: con un rigore finito nella rete, Marcello Lippi è diventato il Ct Campione del mondo, mentre gli errori dal dischetto di De Rossi e Di Natale, hanno condannato Donadoni. Tutta una questione di episodi e centimetri.
Ma tornando ai nostri argomenti, all’amore, al gossip e alle vecchie e nuove coppie, c’è un dato che mi incuriosisce. Se l’anno scorso il Grande Fratello ha avuto in un certo senso la funzione di agenzia matrimoniale, formando coppie che più o meno hanno funzionato anche nella vita reale: Raniero e Mirela, Alessandro e Melita e Io e Francesca (non cito Milo e Guendalina, che tutto erano meno che una coppia….e si è capito subito che, finite le copertine disponibili è finito anche “l’amore”), quest’anno il Gf, sotto questo aspetto è stato disastroso. Chi aveva la fidanzata o il fidanzato fuori (Roberto e Teresa), l’ha perso, chi si doveva sposare (Alice), ha restituito partecipazioni e bomboniere al mittente e chi ha avuto qualche approccio all’interno della Casa (Lina e Roberto), non ha più avuto nemmeno voglia di vedersi fuori. Diverso il discorso per Francesco e Christine, che si sono voluti bene, ci hanno provato, ma non ce l’hanno fatta. Era l’anno sbagliato!
Chi vi scrive, si trova comunque a Milano, preso (per fortuna!) da un sacco di impegni, voglioso di mettercela tutta per dimostrare le prorprie capacità e la propria professionalità in un lavoro che ha sempre amato (il giornalista). Nemmeno l’odore dell’estate mi ha tolto la concentrazione e la voglia e nemmeno il tempo che passa mi ha fatto dimenticare le emozioni vissute su queste pagine, insieme a tutti voi e insieme a chi ha passato con me questo stupendo, ma incasinato, periodo della mia vita.
L’amore vince sempre. L’ho capito a 30 anni, ma l’ho capito.
Vi saluto.
Baci
Andy